Saturnia 23 e 24 settembre 2017 -​ I DinoCentauroSauri alle terme. ​

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Saturnia 23 e 24 settembre 2017 -​ I DinoCentauroSauri alle terme. ​

Messaggio Da Fabio Morfeo il Mer Ott 04, 2017 2:16 pm

23 e 24 settembre 2017.

I DinoCentauroSauri alle terme.

Ore otto appuntamento all'area di servizio Agip/Eni sulla Cassia alla Giustiniana, Gerardo e Tamara sono già li e attendono Fabio e Maria Luisa. Con qualche minuto di ritardo sono lì e si prosegue per Bracciano, al centro commerciale la Rinascente ci sono Fabrizio e Silvia. Lui è raffreddatissimo e si prospettano due giorni un po’ pesanti per il malato (e per Silvia in particolare). Dopo i saluti di rito e consumata una lauta colazione ci si ritrova di nuovo tutti in sella per proseguire sulla Braccianese, verso Manziana, Capranica e Ronciglione. Di fronte al lago di Vico ci si ferma per il rifornimento e un'altra breve pausa caffè, prima di proseguire sulla Cassia cimina e su gli omonimi monti. Il tempo è buono la temperatura man mano che passa il tempo, si fa sempre più gradevole, quasi fa caldo. Scavalcati i Cimini e lambita la città di Viterbo e ripresa la Cassia, raggiungiamo Montefiascone, seguendo per Bolsena e per mezzodì ci si ritrova a Sorano una bella cittadina costruita tutta con il tufo, a strapiombo su un torrente che crea una piccola cascata. Dopo una breve escursione all'interno del paese, si prosegue per Sovana si è fatta ora di pranzo e la fame si fa sentire. A Sovana pranziamo alla taverna etrusca, un posto che conosce Gerardo, che non si smentisce, il pranzo è ottimo abbondante e nemmeno tanto costoso. Ritornati in sella, si decide di tornare a Sorano, ripercorrendo la stessa via, Maria Luisa vuole assolutamente fare una ripresa con il telefonino alla strada che passa per Sorano. L'asfalto si dipana all'interno di un canyon scavato nel tufo, le pareti sono dritte e alte una più di una decina di metri, dopo un sali e scendi su di una collina di tufo ci ritroviamo di nuovo a Sorano. Proseguendo il viaggio per un’altra strada ci si ritrova a Pitigliano un altro paesino sempre costruito con il tufo e anche questo arroccato su di una rupe. È tardi e non abbiamo tempo per visitarlo quindi proseguiamo, torniamo verso Sovana e facciamo visita alla necropoli etrusca di Sovana. Il parco è diviso in due dalla strada è situato su i lati di una vallata. Il percorso è da percorrere a piedi, quindi raggiunta una area pic nic all’ingresso del parco Fabrizio si accascia su una panchina, e Tamara lo segue. Loro due decidono di non visitare la necropoli. Tamara c’è già stata Fabrizio fa fatica a respirare. Il resto della ciurma prosegue si arrampicano su di un sentiero in mezzo al bosco, seguono alcune indicazioni e ci ritrovano all’interno della via cava di San Sebastiano, un cunicolo stretto scavato nel tufo con pareti alte fino a venticinque metri, che ci porta a un piccolo gruppo di tombe, sempre scavate nella roccia tufacea. Una delle più belle è la tomba della Sirena, ma è abbarbicata in alto ed è complicata raggiungerla. Sul camminamento principale ce ne sono svariate e una in particolare desta l’interesse di Fabio, si posiziona al suo interno, attende un segnale ed poi esce dalla tomba. La scena è questa Maria Luisa fuori riprende con il cellulare, Gerardo riproduce dal suo la musichetta di Quark e Fabio fuoriuscendo dalla tomba interpreta il ruolo di Piero Angela improvvisando una sorte di documentario sulla necropoli. Finita l’escursione, si riprende il viaggio, destinazione Poggio Murella vicino a Saturnia. Navigatore pronto, si parte dopo alcuni chilometri Fabio si rende conto di aver sbagliato strada riconsulta il navigatore e si accorge che stanno tornado di nuovo a Sorano…. Terza volta per la stessa strada Gerardo e soprattutto Fabrizio inveiscono contro Fabio, che se la ride dentro il casco, consapevole che verrà deriso per il resto della gita e oltre. Raggiunto infine il residence Saturnia e sistemati nelle camere, la proprietaria ci mostra il locale per la colazione, Gerardo durante la visita trafuga alcune confezioni di Nutella, e c’e le mostra una volta tornati nelle camere. Silvia e Maria Luisa per non essere da meno atteso che la signora del residence sia andata via, alla chetichella scendono di nuovo in cucina. Preso un po’ di pane un piatto le posate e il barattolo di Nutella, dietro di loro da una porta esterna, all’improvviso entra la proprietaria. Tana libera tutti! con una faccia furbetta ed in modo abbastanza ironico chiede alle ragazze se hanno bisogno di qualcos’altro. Dopo lo spuntino si decide di posticipare il bagno alle terme di Saturnia alla domenica mattina, date le condizioni di salute di Fabrizio e la temperatura che in serata sarebbe scesa troppo. Tornare in albergo con la moto dopo essere stati a bagno a 37° gradi nell’acqua calda non sarebbe troppo gradevole. Fatta una corroborante doccia e visto che il ristorante consigliato da Gerardo non ha posti per cenare, optiamo per il ristorante Il Capriccio, fortemente consigliato dalla proprietaria del B&B (visto quanto ha insistito, me sa che ci prende la percentuale). Il locale non è lontano dagli alloggi, è un ristorantino non molto grande, elegante e riservato, il menu è abbastanza costoso, ma nostro malgrado decidiamo vista l’assenza di altre scelte, di trattenersi nel locale e di consumare li il pasto della sera. Le portate sono abbondanti e saporite, si presentano molto bene anche alla vista, vige un rispettoso silenzio in sala che dura poco, si inizia a sfottere Fabrizio che ha ordinato una zuppa di cipolle, il naso gli cola continuamente, e sembra che la zuppa non finisca mai. Consumato il pasto e rimasti soli nel locale ci si avvicinano i proprietari, che si intrattengono con noi per una buona mezzora (o forse volevano chiudere e non avevano il coraggio di buttarci fuori). Tornati in camera ci si dà appuntamento per il mattino seguente alle otto e mezza per la colazione e ognuno si ritira nella propria stanza. Il mattino seguente fatta la colazione caricati i bagagli si riparte per le terme. Gerardo dice che sa la strada lui e che il navigatore non serve! Dopo svariati tentativi di ricordarsi la strada Fabio gli si affianca e e con il navigatore riprende la testa del gruppo. Il mezzo tecnologico appena usciti dal paese ci porta su una strada molto ripida e di cemento, Gerardo e Fabrizio si fermano e non scendono, sicuri che Fabio abbia per l’ennesima volta sbagliato strada. Visto che Fabio non torna in dietro loro malgrado scendono per la ripida discesa, raggiungono Fabio che li attende un po più in basso che gli mostra un lussuoso albergo il Tuscany resort. Percorsi ancora pochi chilometri ci si ritrova alle cascate del mulino dette anche le vasche del popolo. Parcheggiate le moto e spogliati degli abiti le zavorrine e Fabio si immergono nell’acqua calda, Fabrizio malandato e Gerardo che iniziava pure lui ad avere i sintomi di un raffreddore, rimangono di guardia agli indumenti. Dopo un oretta di bagno Maria riprese le moto ci si dirige verso l’Argentario. In circa un oretta e mezza passando da Montemerano dove ci si ferma per una pausa caffè e proseguendo per Manciano e poi dritti fino ad Albinia ci troviamo di fronte al promontorio, presa la via della Giannella è tarda ora di pranzo, per cui decidiamo di salire immediatamente sul monte Argentario per pranzare alla Sorgente, un ristorante che fa un ottima pasta e fagioli. Dopo varie curve scalato il monte ci ritroviamo con una amara delusione in bocca! il ristorante è chiuso. Fabrizio sbuffa e come sempre se la prende con  Silvia per non aver telefonato prima, per sincerarsi che fosse aperto il locale. Piano B consultazione rapida, reimpostato il navigatore riscendiamo verso Porto Santo Stefano, prendiamo la via detta Panoramica e ci fermiamo al ristorante, la Trattoria dei frati maremmani. Ci fanno accomodare all'aperto, c'è un piccolo affaccio sul mare difronte al locale attraversando la strada, un piccolo triangolo a mo di giardino con una ventina di tavoli, i camerieri fanno la roulette russa attraversando ogni volta la strada con le comande. Il pranzo è gustoso, stranamente non servono pesce, hanno una focaccia che è portentosa (o forse era la fame), gustato il lauto pasto ci ritroviamo di nuovo in sella e proseguendo sempre sulla Panoramica, raggiungiamo un belvedere su Cala Piccola, di fronte a noi l'isola del Giglio e un po più in la Giannutri, un po di foto e il racconto di un passante nato al Giglio ci allietano la breve sosta. Si prosegue, la strada scavalla il belvedere e riscendendo ci troviamo sulla via della diga ed attraversiamo Orbetello, imboccata la via Aurelia e percorsa per circa un'oretta ci troviamo a Tarquinia, per evitare di fare l'autostrada ci dirigiamo verso Monteromano, dove ci si ferma per una pausa caffè. Fabrizio se ne esce con una delle sue: In questo posto ci siamo passati varie volte! e Silvia e Fabio lo guardano increduli e cercano di smontargli la sua convinzione. Addirittura chiede conferma al barista che gli risponde che è li solo da tre mesi. Poi Gerardo e Silvia cercano di farlo sedere al tavolo fuori dal bar proponendolo come giocatore di carte, ad alcuni anziani che discutono tra loro. La risposta molto ilare è stata: Come no! ci serve il quarto per fare il morto a tresette... Il Cielo di fronte a noi è nero minaccia pioggia, mentre verso il mare era sereno. Fabrizio come sempre smoccola che non si vuole bagnare, e non  gli va di mettersi l'antipioggia. Si prosegue la strada verso Blera e Barbarano, il percorso lambisce il mal tempo, ci si ferma a fare rifornimento, purtroppo sopraggiunge la pioggia, e riparti sotto una pensilina ci tocca metterci l'antipioggia. Intanto si è fatto buio Fabrizio si lagna dentro il casco tra uno sbuffo e uno starnuto. Ci rimettiamo in marcia e dopo pochi chilometri per fortuna smette di piovere. Siamo a Manziana ci fermiamo un attimo per i saluti in un parcheggio di un rivenditore cinese. Fabrizo e Silvia dopo poco gireranno per Bracciano e andranno ad Anguillara, Fabio e Gerardo continuano sulla Cassia fino alla Giustiniana, per poi dividersi sul raccordo.

E cosi giunge al termine un'altra avventura dei DinoCentauroSauri.  
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